lunedì 21 settembre 2009, 6:23 PM
Venerdì 21 e sabato 22 agosto 2009, nell’affascinante location di piazzetta Santo Stefano, è stato allestito lo Spazio teatro, una delle numerose iniziative collaterali dell’edizione 2009 del Folkfestival. Piergiuseppe Francione, voce recitante della Ballata dell’angelo ferito e altre ballate, il concerto poetico che è stato portato in scena, ha emozionato il pubblico con una forza spaventosa e vibrante, un ardore che lo ha sfinito, come ci ha confessato, per l’intensità e la crudezza dei temi trattati nel corso della drammatizzazione. “La ballata dell’angelo ferito e altre ballate” ci racconta Francione “è nato dalla collaborazione e dall’amicizia con il regista Davide Iodice, amante delle ballate del poeta Guido Ceronetti. Iodice ha approntato questo testo teatrale come regalo per il mio compleanno, un regalo fatto per amicizia, per affetto sincero. A me e Davide, nel preparare questo pezzo, si sono aggiunti Antonio Galano, pianista, e Antonio Moschese, percussionista, che hanno permesso di creare un connubio tra poesia e musica”. Secondo Francione è proprio questo rapporto con la musica a inserire a pieno titolo la Ballata nel programma dell’Ariano Folkfestival: “è un recitar cantando”, asserisce l’attore. “Già da tempo” continua Francione “avevo proposto agli organizzatori del festival l’allestimento di una sezione teatrale. Quest’anno pare che i promotori abbiano osato” scherza l’attore “dare spazio anche al teatro e alla poesia. Un festival importante come l’Aff si merita questo ampliamento di orizzonti”. Quando chiediamo se c’è un qualche legame tra gli angeli di Wim Wenders e l’angelo ferito di Ceronetti ci risponde il regista Iodice: “Di sicuro Ceronetti, nello scrivere le sue ballate, avrà tenuto presente il tipo angelico di Wenders. Ma l’angelo ferito ceronettiano, a differenza di quelli del Cielo sopra Berlino, non è una creatura ultraterrena; è piuttosto un essere che incorpora delle qualità umane, che è reietto e che nella disperazione, nella mostruosità e nell’imperfezione continua a nascondere la grazia”.
Nicola Del Medico
Condividi