Aff Carnival Party, piccola guida al travestimento

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Aff Carnival Party, piccola guida al travestimento

Che fossi un’egocentrica molesta, da vari anni a questa parte, non v’erano dubbi, ma l’aver scelto di scrivere l’articolo sul Carnival Party dell’Ariano Folkfestival me ne ha dato la felice conferma! Dai, come si fa a resistere al Carnevale ad agosto!?

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Adriano Bono, Ariano Folkfestival 2016, foto Luca Lombardi

 

Non so se a voi sia mai capitato ma, a me, il Carnevale a febbraio crea sempre “enormi” disagi: il freddo, la neve e la solita festa degli anziani di mattina mi obbligano a dover nascondere il costume in piumini, sciarpe e cappelli sempre eccentrici (ma come si fa a vedere che sono en pendant con il vestito?) o a emigrare in posti caldi dove “dai, almeno la scoriandolata in strada si può fare!”.

 

La Pegatina, Ariano Folkfestival 2017, foto di Antonio Sena
La Pegatina, Ariano Folkfestival 2017, foto di Antonio Sena

 

Si festeggia in luoghi chiusi, fra tristi mura addobbate, discoteche ostili e mega tavolate in maschera che sì, sembrerebbe bello, ma provate voi a fare dentro e fuori da un locale vestita da fatina per andare a fumare e smaltire la sbornia …brutto brutto brutto!

 

Soviet Suprem, Ariano Folkfestival 2018, foto Luca Lombardi
Soviet Suprem, Ariano Folkfestival 2018, foto Luca Lombardi

 

Dunque, cosa c’è di meglio di un pomeriggio di musica in maschera!? Come resistere alla tentazione di unire l’animo dissacratorio e coinvolgente dell’Ariano Folkfestival, il suo clima allegro, festoso, così “lovefriendly” alla magia del travestimento?

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Marcel et son orchestre, Ariano Folkfestival 2019

 

Non lasciamo che solo “Marcel et son Orchestre” abbiano la possibilità di travestirsi da coniglietto rosa o fare del maculato una ragione di vita! Diciamo basta alle mode, alle magliette bianche, distruggiamo la politica imperialista dei boots anche in estate!

 

La Caravane Passe, Ariano Folkfestival 2010
La Caravane Passe, Ariano Folkfestival 2010

 

Popolo dell’Ariano Folkfestival unitevi alla band francese che solcherà l’infuocato palco del Sun Stage alle 14:00 e da veri uomini intrepidi lo faranno come si deve: in maschera!

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Ariano Folkfestival 2010

 

E la maschera sarà al centro di tutto, infatti, siete invitati a mascherarvi come meglio credete e il costume più originale vincerà l’abbonamento per l’Ariano Folkfestival 2020…

 

Luca Bassanese, Ariano Folkfestival 2015, foto Antonio Sena
Luca Bassanese, Ariano Folkfestival 2015, foto Antonio Sena

 

I “Marcel et son Orchestre” si esibiscono con costumi che ricordano il famoso Carnevale di Dunkerke, antica festa che affonda le sue radici nel XVII secolo, quando i marinai francesi prima di partire per la lunga pesca al merluzzo e abbandonare le loro famiglie per mesi, salutavano amici e parenti con banchetti e feste colorate.

 

foto di Andrea Grasso
foto di Andrea Grasso

 

Da allora, ogni anno a febbraio, si tiene un carnevale in cui, insieme ai costumi più disparati ed eccentrici, si esibiscono musicisti dell’Orchestra che sfilano mascherati da pescatori dietro al “Mazziere”, direttore, che con indosso la divisa da soldato imperiale richiama il popolo alla festa.

 

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foto di Andrea Grasso

 

Di questa tradizione, i Marcel et son Orchestre, ne hanno fatto un simbolo che trasporta il pubblico insieme alla loro musica, in un clima gioioso e burlesco, in cui danza, musica, cibo e bibite inebrianti non possono mancare…

 

Adriano Bono, Ariano Folkfestival 2016, foto Luca Lombardi
Adriano Bono, Ariano Folkfestival 2016, foto Luca Lombardi

 

Detto ciò, e dopo aver sintetizzato Wikipedia (vi libero dal dover perdere i due minuti di tempo per leggere le info), veniamo ai consigli di stile.

 

Lucky Zone, Ariano Folkfestival 2018, foto Luisa Gizzi
Lucky Zone, Ariano Folkfestival 2018, foto Luisa Gizzi

 

Partiamo dal presupposto che farà caldo e berremo tanto, balleremo, ci saranno gli idranti che creeranno quello strato odioso di ghiaietta bagnata che, con i sandali, crea un humus insopportabile sotto la pianta dei piedi, perciò i miei consigli sono:

  1. Non copiate il mio costume;
  2. Scegliete fibre naturali che assorbono il sudore, punto;
  3. Alle tutine preferite body o gonnelline fresche, semplici passe-partout validi per tutti i gender (…nei Sebac è meglio);
  4. Mettete da parte acconciature stile Marie Antoinette e preferitegli un cappello, una ghirlanda di foglie di ulivo (qualità Ravece IGP), una pala eolica in miniatura o una corona di caciocavallo impiccato che fa tanto epoca del terrore!
  5. Niente trucco sul viso! Sudare birra scioglie anche le migliori marche waterproof;
  6. Gli occhiali da sole a tema saranno un must-have. E allora, spazio a occhiali con la sagoma del Castello Normanno o del parcheggio. Per chi non ha fantasia, vanno bene perfino i fenicotteri. No unicorni, vi prego sono ovunque e cazzo non esistono!!!!;
  7. A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata;
  8. Il costume lo legherei alle vecchie “ruagnare” (autoctoni su, rispolverate un po’ di prime edizioni con i primi gruppi, le vecchie scenografie, le piante carnivore del Volkscamp) o alle varie anime del Folk (ma sai che bello un costume da Sergio Sballo!?);
  9. A Vivaldi l’uva passa che mi da più calorie;
  10. Sì ad accessori fantasiosi come borsette a forma di spillatore o ventagli a forma di mixer, intimo a tema musicale con boxer ricoperti di chiavi di violino o battute sincopate!!!
  11. Siate a voi a ideare e realizzare i vostri travestimenti. Improvvisate, prendete la prima cosa a tiro, rubate le custodie dei sacco a pelo altrui, le magliette dell’ultima sera e rivisitatele in chiave burlesca. Partecipate e moltiplicatevi!

 

Testi di Federica Pietrolà