Ariano Irpino, il posto più bello

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Ariano Irpino, il posto più bello

Questo articolo, che non ha la presunzione di essere esaustivo e completo, è scritto per quanti decidano di venire all’Ariano Folkfestival e pensano “vedi mai che ci trovo pure qualcosa di interessante da visitare!”.

In effetti sì, ci sono molte cose belle da vedere ad Ariano: partiamo, allora, per un mini tour a piedi tra le strade del centro cosiddetto storico, che in effetti di storico ha poco e di ricostruito ha molto (almeno 2 terremoti negli ultimi 50 anni hanno fatto la loro parte).

Intanto a voi non sembrerà male il centro e le sue stradine, anche se venite dal borgo più bello d’Italia, perché siete in vacanza e poi siete venuti per la musica.

 

Ariano-Irpino-Ariano-Folkfestival-2019-fotodi-MariaCaro (6)

 

Poniamo di dare inizio alla nostra passeggiata dalla piazza principale, Piazza Plebiscito, dove si affacciano il palazzo del Comune, il Palazzo Vescovile e la facciata laterale della nostra bellissima Cattedrale.

Quest’ultima è dedicata a Santa Maria Assunta, Sant’Ottone Frangipane e a Sant’Elzeario de Sabramo: realizzata nel X secolo, probabilmente su strutture già esistenti di un tempio dedicato al Dio Apollo. Successivamente, ha visto diverse fasi di costruzione a partire dal XIII secolo, fino al suo completamento nel XVIII sec.

 

Cattedrale di Ariano Irpino

 

Molti rimaneggiamenti e restauri sono stati necessari nel corso dei secoli a causa dei danni subiti dai soliti terremoti che da sempre straziano la nostra terra. L’ultimo intervento di restauro è stato effettuato per volere dell’attuale Vescovo, Mons. Sergio Melillo, e completato lo scorso aprile.

Oltre a interventi di tipo strutturale, si è pensato a un riposizionamento dei pezzi di maggior rilievo storico-artistico della Cattedrale con il desiderio di valorizzarne la bellezza, anche attraverso un nuovo impianto d’illuminazione. Le cappelle laterali sono state degnamente e armonicamente arricchite dalle opere d’arte più importanti: la Teca delle SS. Spine e la tela dell’Annunciazione, opera del pittore fiammingo Cobergher.

 

Cattedrale di Ariano Irpino (interno)

 

La nostra seconda meta sarà la Villa Comunale, che raggiungeremo camminando per circa 500 metri lungo via D’Afflitto. Molte aree collaterali del festival sono dislocate nei dintorni per cui, partendo da Piazza Plebiscito, chi intenda gironzolare per via D’Afflitto, potrebbe visitare il Museo della Ceramica, Palazzo Anzani, Palazzo De Piano-D’Afflitto-Caracciolo, che affaccia su una piccola piazzetta adiacente alla dismessa chiesetta di Sant’Andrea (aperta durante il mese di agosto).

Da qui, è possibile godere del panorama mozzafiato della valle dell’Ufita (si scorgono Frigento, Sturno, Trevico…), lo stesso panorama che a squarci sbuca tra una casa e l’altra, laddove le scalinate ci conducono verso i quartieri più antichi della nostra città: l’Annunziata, Sambuco e Santo Stefano.

 

Sacre Spine

 

Proseguendo ancora, dopo aver superato le macerie dell’ex Palazzo Giorgione che attende di ritornare a vivere, si può decidere di salire lungo la scalinata che porta al Main Stage, a via Calvario, oppure continuare il mini tour fino a raggiungere il Cinema Comunale, ricostruito dopo i danni subiti dai terremoti del 1962 e del 1980, dove si tengono lo Spazio Teatro e il Cinezone. Continuando, incontriamo il bellissimo Palazzo Vitoli-Cozzo, risalente al XVII, cui è annessa la cappella di S. Antonio da Padova eretta nel 1731, sede della Smok-ing Zone e della Memory Zone.

Di sicuro, salta agli occhi la continua alternanza di architetture nuove e vecchie, come di aree ancora diroccate, che restano a memento di quanta tragedia sia un terremoto. È proprio a questo proposito che, giungendo al 32 per la Slow Zone e l’After Party, non si può fare a meno di esclamare “toh, un palazzo di vetro qui in centro!”. E certo, il nostro Palazzo degli Uffici è un bel pugno in un occhio per i visitatori, ma a noi piace vedere solo il bello delle cose, per questo vi invitiamo ad ammirare, all’interno del cortile, il pannello in ceramica realizzato dagli artigiani ceramici della famiglia Russo, che raffigura l’ingresso di Ruggero II il Normanno ad Ariano in occasione delle Assise del 1140.

 

Ariano Irpino, vista di via Anzani, foto di Andrea Grasso

 

L’ultima chiesa che citiamo è quella di S. Agostino, fondata nel 1500 assieme al convento degli agostiniani (che ora non c’è più) e che conserva alcune testimonianze dell’epoca, come l’altare. Giunti alla Chiesa di S. Agostino, salendo verso destra percorriamo la breve via Castello che ci conduce alla Villa di Ariano, dove si erge il famoso Castello: siamo al Castle Stage, appunto.

Non siate pigri, partecipate tutti al rituale “giro di torri”, cioè la passeggiata intorno al Castello come la chiamiamo qui, abbeveratevi alle tante fontanelle, scendete alla “Villa di sotto”, come dice Paolo nostro, per una partita a bocce, un giro sui pattini o una pausa relax sotto il secolare Cedro del Libano (siamo allo Spazio Yoga). Si potrebbe continuare ad elencare musei, luoghi, masserie, fontane, palazzi e quartieri storici, ma per adesso questo è quanto.

 

Villa Comunale di Ariano Irpino

 

Chiudere dopo aver dato così poche e sommarie informazioni turistiche è da pazzi, ma è davvero difficile condensare in poche battute le molteplici cose che la nostra città ha da mostrare, chi si recherà ad Ariano durante i giorni infuocati dell’Ariano Folkfestival vedrà solo il nostro lato più bello.

 

Tramonto da i Tranesi (storica sede del festival, fino al 2007)

 

Concludo aggiungendo un’ultima meravigliosa cosa che Ariano ha da offrire: i suoi tramonti, ne potrete trovare di bellissimi ovunque: al boschetto Volkscamp, in Villa, al Calvario, quale il migliore? Ovvio, dai Tranesi.

 

Veduta da i Tranesi, foto di Valentina Alterio

 

Qui la pagina ufficiale del Comune di Ariano Irpino, dove trovare le info su orari e aperture dei musei cittadini, notizie più complete sulla storia della nostra città, varie ed eventuali: http://www.comune.ariano-irpino.av.it/pagina2221_arte-e-cultura.html

 

Testi di Valentina Alterio