Gaye Su Akyol, la reginetta “indie” di Istanbul

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Gaye Su Akyol, la reginetta “indie” di Istanbul

Per questa sua 24° edizione l’Ariano Folkfestival non poteva scegliere più degna rappresentante di Istanbul, città che mescola in chiave contemporanea oriente e occidente e che – spero non me ne vogliano gli abitanti di Ankara – è il vero cuore pulsante della Turchia.

Gaye Su Akyol

Forse anche più del resto del Paese, Istanbul è un trionfo di colori, con le tante sfumature del Bosforo, e soprattutto con una popolazione multi-identitaria: dalla componente laica, esterofila, un po’ radical chic, a quella tradizionalista e che meglio va d’accordo col “Paese reale”.

L’artista Gaye e la sua musica non potevano che assorbire tali sfaccettature – rielaborandole – a maggior ragione considerando l’infanzia trascorsa in giro per l’Anatolia al seguito dei genitori anch’essi artisti e anch’essi un po’ radical (quando si dice: “figlia d’arte”!).

 

Ascoltando Gaye si avverte una sonorità che oltre a miscelare oriente e occidente si ispira tanto al passato quanto al presente: si ritrovano quindi richiami al rock psichedelico ma anche alla new wave, e vi dirò – anche se forse non li conosce – a me ha ricordato anche un po’ i CCCP. Evidente l’eco dei Calexico nei pezzi più recenti – e noi sappiamo riconoscerli dopo che la band ha calcato lo stesso palco nel 2015 per i vent’anni del Festival. A rendere il tutto più introspettivo e ricercato sul versante culturale la presenza del folk turco (“fantezi”, mi suggerisce Google) come sfondo non solo dei pezzi più introspettivi ma anche di quelli più ballabili (“İstikrarlı Hayal Hakikattir – “La fantasia ricorrente è realtà” è un pezzone e non riesco a smettere di ascoltarlo).

Gaye Su Akyol al Womad 2018

Sono davvero grato all’AFF per avermi fatto scoprire Gaye, a maggior ragione perché – anche se non ve ne può fregar di meno – sto per ritornare in Turchia per un viaggio da Istanbul alla Cappadocia e poi verso l’Anatolia occidentale, e questa volta – avendo Gaye davvero stimolato la mia curiosità per la scena musicale turca – cercherò di tendere meglio l’orecchio ai generi musicali turchi (senza farmi mancare una “full immersion” di cucina tradizionale, raki, narghilè, e ovviamente scorci instagrammabili).

Testi di Nicola del Medico