Nascita e vita della banda musicale di Ariano Irpino

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Nascita e vita della banda musicale di Ariano Irpino

Oggi, faremo un salto indietro nel tempo per raccontare di quando ad Ariano Irpino esisteva la banda comunale cittadina. Nata nel 1863, “perché era una specie di vergogna che, mentre i piccoli paesi Bonito, Orsara, avevano il loro concerto, Ariano ne era privo”, secondo quanto scrisse lo storico Nicola Flammia nella Storia della Città di Ariano.

La banda funzionava in questo modo: il Consiglio comunale cittadino il 4 dicembre 1883, dopo aver istituito “una Commissione di vigilanza di 4 membri”, approvò un regolamento per la gestione del “Corpo Musicale e filodrammatico” nel quale era stabilito che il “Direttore Maestro” fosse nominato attraverso un concorso, infine, si stabiliva un programma di massima per gli spettacoli musicali.

 

Banda musicale di Ariano Irpino

 

Insomma, si faceva sul serio e ovviamente non mancarono contese e polemiche sul regolamento e sulla nascita, in generale, della banda, tuttavia dall’anno della sua costituzione seguirono anni d’oro in cui la banda cittadina si esibì riscuotendo enormi successi e riscontrando la benevolenza del sempre esigente pubblico arianese. Una notizia relativa al 1881 riporta il programma di un concerto che consisteva nell’esecuzione dei seguenti brani:

  • Marcia – Roma;
  • Sinfonia, Emma d’Antiochia opera di Saverio Mercadante;
  • Quartetto, Rigoletto opera di Giuseppe Verdi;
  • Mazurka;
  • Preludio, Norma opera di Vincenzo Bellini;
  • Fantasia, A mezzanotte opera di Gaetano Donizetti.

Il successo veniva riportato dalla stampa del tempo in modo universale e acclamata l’iniziativa come “la sola di svago nell’atonia della nostra vita paesana”.

Il giornale “Il Gazzettino di Ariano” del 10 aprile 1881 pubblicò un resoconto completo della manifestazione musicale data per raccogliere fondi a favore dei danneggiati dal terremoto che aveva colpito il Comune di Casamicciola sull’Isola di Ischia. La manifestazione fu tenuta la sera dell’8 aprile nei locali del palazzo di città, che un tempo si ergeva di fronte all’ingresso principale della Cattedrale.

 

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La banda in corteo

 

“La sala era abbondantemente illuminata, zeppa di Signore e gentiluomini. Verso le 9 circa, l’Agnus Dei del Verdi, ridotto dal sig. Cipolloni, e suonato dalla filarmonica cittadina, aprì il trattenimento; fu chiuso dal coro e dalla preghiera del Mosè di Rossini”.

A detta del cronista il primo brano fu eseguito “da persone che professano l’arte musicale, il resto, canto e suono, tutto da dilettanti: eppure più solenne, più commovente, più applaudito non poteva riuscire”. Gli elogi andarono quasi tutti alle “Signorine che seppero così bene interpretare il concetto melodico e dargli quella modulazione vocale, quella espressione di sentimento, di che si sarebbe tenuto pago anche un artista”.

La banda cittadina si cimentò in molte altre occasioni fino ai primi anni ’30 del secolo scorso, poi nulla più. Ci piace però immaginare che le generazioni di musicisti arianesi, più o meno talentuosi, che hanno dato vita alla banda nel passato, abbiano lasciato un’eredità, abbiano impresso sui muri delle nostre case e attraverso le nostre strade suoni, note e melodie e ci abbiano insegnato cos’è la musica, a cosa serve, dove porta.

Ci piace, però, anche immaginare un maestro goffo e comico proprio, come lo interpretava Totò, seguito da musicisti sgangherati e irriverenti che insieme radunavano una folla colorata e allegra.

E, chiudendo con il gran finale, vi saluto.

 

Testi di Antonio Alterio