Venerdì 20 agosto
ore 22:00
[Folkstage] Piano della Croce

Il gruppo di Rude si forma a Bologna a fine anni ottanta dopo l'esperienza Ghetto 84, mitica band punk rock italiana. Attraverso i primi contatti esteri come Paesi Baschi, Francia, Spagna, UK, hanno dato vita ad uno stile influenzato dalle prime contaminazioni musicali e linguistiche del periodo, in stile Manonegra o Clash, che allora giungevano non attraverso internet ma via semplici e potenti concerti live. Rimangono nella storia dell'underground bolognese le serate di Rude al Casalone sottotetto sound club, dove per anni ha fatto il tutto esaurito: ogni sabato sera 400 persone provenienti da tutta la regione emiliana, studenti universitari, punk, rapper, emigranti e hooligan locali, a ballare fino all'alba. Fu per questo, per provare che “la mescolanza” di stili era la strada futura della musica indipendente, che comincia a produrre musica “mestiza” con forti beats, ritmi jungle, basslines jamaicane, sonorità latine e testi in “lingo”, nella tradizione di Cypress Hill, con cui collaborerà anni più tardi nel remi “dejar de remezcla”. Titolo del primo disco da solista è “Rude Boy rock” (Gridalo Forte Records - 1998), seguito da “Barriobeatz”, album prodotto da Kaki Arkarazo nei Paesi Baschi (Metak - 2002), lavoro che ha fatto conoscere RUDE HI-FI per i suoi sound systems infuocati e mai banali. I suoi suoni urbani, rap, reggae, ska e drum'n'bass, si mescolano ad un'attitudine punk, espressione live che impressiona parecchia gente, tra cui Manu Chao che chiamerà Rude per il suo RADIO BEMBA SOUND SYSTEM. Dopo quell’anno inzia l’esperienza con Roy Paci & Aretuska: un gruppo che Rude ha sempre amato e con cui, come MC e DJ, attraverserà tutti i maggiori festival europei e nel 2005 registrerà il disco “parola d’onore”, preludio della scalata di Mr Paci, nello stardome della musica italiana. Ed è questa predisposizione a mutare restando fermo nell'attitudine che è stata il motore che ha permesso di trovare forza e ispirazione in questi anni. Fino a lasciare l'Italia per emigrare a Barcellona, dove dal 2006 fino al 2008 suona con la Kinky Beat, potente band di patchanka catalana, e collabora con diversi artisti come Obrint pas. Miguel e lo stesso Manu Chao, che gli affibbia il soprannome di “Fiera”, dopo alcuni clamorosi e infuocati show assieme.