Mercoledì 18 agosto
ore 22:00
[Folkstage] Piano della Croce

Che Manu Chao, a furia di predicare per il mondo il verbo della patchanka, abbia uno stuolo infinito di figli putativi è ormai cosa assodata. Anche questa band della San Francisco Bay Area è da annoverare nello stato di famiglia del 'clandestino dalla mano negra', un artista che nel suo eterno vagabondare ha pensato bene di farsi aprire qualche concerto proprio da loro. Dal curriculum vitae dei Rupa & the April Fishes si evince che hanno fatto da apripista anche per concerti dei Gogol Bordello e dei Beirut. Probabilmente è intrecciando i suoni delle band di Manu, di Eugene Hutz e di Zac Condon che si possono rintracciare i fili della matassa sonora di questa band patchancera. Ritmi latini, atmosfere parigine, chitarre in levare, ritmi dispari, trombe rubate a un combo di mariachi messicani e profumi zingari. Musiche senza confini che attraversano, correndo, nazioni, lingue e stili musicali. Un crossover che la band leader, voce e chitarra del gruppo, ha adottato anche per la sua vita personale, basti pensare che quando non suona passa il suo tempo elaborando diagnosi. Questo perché Rupa, il suo nome, è una dottoressa. Parenti con origini indiane, cresciuta girovagando in mezzo mondo, ama presentarsi usando come biglietto da visita la seguente affermazione: "I'm not an American, you're not an Arab, we're not in Paris, we're in life." Una dichiarazione d’intenti senza scampo. Un po' come la sua musica, la ascolti una volta e l’immagazzini nel tuo iPod per tirarti su il morale. La si potrebbe catalogare 'musica terapeutica'. E in questa definizione la professione di Rupa non c’entra niente.